L’ASTROTURISMO, LA NUOVA FRONTIERA DELL’ESPLORAZIONE

Si dice che quando una persona guarda le stelle è come se volesse ritrovare la propria dimensione dispersa nell’ universo (Salvador Dalì).

Forse spinti dalla stessa voglia, aumentano a dismisura di anno in anno turisti, curiosi, esperti che cercano disperatamente luoghi in cui godere dell’immensità del cielo stellato che pur essendo tanto grande diventa sempre più difficile da poter ammirare. Secondo uno studio condotto da Light Pollution Science and Technology Institute l’80% della superficie dei continenti è soggetto ad inquinamento luminoso; ‘quando l’uomo immette luce di notte nell’ambiente esterno, al di fuori dgli spazi che è necessario illuminare altera la quantità di luce naturale e produce una forma di inquinamento chiamata inquinamento luminoso. L’inquinamento luminoso non crea solo disturbo agli animali e alle piante ma altera anche il nostro rapporto con l’ambiente dove viviamo, l’Universo‘, spiegano gli scienziati di Light Pollution Italia.

Brillanza artificiale del cielo notturno a livello del mare 
Fonte: www.lightpollution.it/cinzano/mappeitalia
<11%  nero
11-33% blu
33-100% verde
1-3 giallo
3-9 arancio
>9 rosso

Gli stessi studiosi suggeriscono tre criteri fondamentali per limitare tali danni in futuro:

1- ‘Il primo criterio irrinunciabile per un’efficace limitazione dell’inquinamento luminoso è quello di non sovra illuminare. Questo significa limitare i livelli di luminanza ed illuminamento delle superfici illuminate aquanto effettivamente necessario‘.

2-‘Prevedere la possibilità di una diminuzione dei livelli di luminanza e illuminamento in quegli orari in cui le caratteristiche di uso della superficie lo consentano‘.

3-‘Minimizzare la dispersione diretta di luce da parte degli apparecchi di illuminazione al di fuori delle aree da illuminare‘. 

Nel 2001  la International Dark-Sky Association ha premiato tutte quelle mete che hanno cooperato per preservare i cieli bui favorendo, peraltro, un turismo a tema. Non s’è fatta attendere la risposta di molti turisti che hanno accolto di buon grado l’iniziativa di molti osservatori che hanno aperto le porte del cielo a quanti volevano ubriacarsi di stelle o partecipare ad uno star party.  Negli Stati Uniti circa sette milioni di persone hanno organizzato il loro tour per ammirare l’eclissi solare; in Italia è stato curato il sito ufficiale Astronomitaly per fornire suggerimenti, strutture di riferimento,  destinazioni certificate, indizi e spunti ai neo astroturisti .

E poi ci sono ovviamente quei luoghi che per la loro natura ancora selvaggia e parzialmente incontaminata consentono ai turisti fai da te di unire l’esplorazione paesaggistica a quella astronomica: deserti, montagne, atolli. Tra questi sicuramente spiccano:

-l’Islanda, caratterizzata da una bassissima densità di popolazione, si rivela senza dubbio meta fondamentale per l’osservazione di cieli stellati ed aurore boreali sia nelle zone interne che in quelle costiere;

-Kruger National Park, una riserva naturale di quasi 20 mila kmq equivalente allo stato si Israele o del Galles dove poter godere dell’ avvistamento di una rigogliosa fauna nelle ore diurne e contemplare un meraviglioso cielo stellato nelle ore notturne cullati dalle melodiche voci della natura;

-Isole Cook, Maldive, Polinesia e tutti gli atolli del mondo dispersi negli oceani che per loro connotazione naturale sono distanti dalle coste e dunque dal sovraccarico luminoso della terra ferma; in molti di questi in particolari periodi dell’anno si possono mirare le stelle del cielo e le stelle del mare ( es. la bioluminescenza dell’isola di Vaadhoo);

-Northumberland National Park e Kielder Water and forest Park in Gran Bretagna, ben illustrati nel sito di riferimento Go Stargazing;

-il Parco Nazionale di Iriomote-Ishigaki nella Prefettura di Okinawa nelle remote Isole Yaeyama;

-Wiruna in Austalia, 100 acri appartenenti ad un’associazione che ha attrezzato il territorio per ospitare degnamente gli astrovisitatori;

-Valentia Island in Irlanda, detiene il record di cielo più nero d’Europa e consente l’avvistamento di stelle e di altri corpi celesti tra cui pianeti e galassie. E’ collegata all’Irlanda da un ponte nella contea di Kerry;

-Natural Bridge National Monument in Utah costituito da ponti di pietra arenaria e la Death Valley in California sono un must per quanti desiderano avvistare la via Lattea;

-Deserto di Atacama in Cile, gli 800 metri di altitudine ed il clima sono i migliori alleati di quanti appassionati vorranno superare le difficoltà di un impervio percorso per godere di uno spettacolo mozzafiato.

Dunque non ci sono più scuse per sottrarsi alla nuova frontiera del viaggio, l’astroturismo è alla portata di tutti e ci offre le giuste indicazioni stradali per vivere emozioni irripetibili: Seconda stella a destra, questo è il cammino.. e poi dritto fino al mattino‘!

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