Lago di Misurina, la leggenda dello specchio magico

Il lago di Misurina con i suoi 2.6 km di perimetro e i suoi 5 m di profondità, è il lago naturale più grande del Cadore. Si trova a Misurina, una frazione di Auronzo di Cadore, a 1754 m.s.l.m. Questi meravigliosi paesaggi, nella loro incontaminata bellezza, sono legati ad una triste leggenda.

La leggenda narra la storia del re Sorapiss che governava il fazzoletto di terra compreso tra le Tofane, l’Antelao, le Marmarole e le Tre Cime di Lavaredo. Re Sorapiss era fisicamente molto imponente, d’animo buono e molto amato dai suoi sudditi. Rimasto precocemente vedovo, al re era rimasto solo un grande affetto, sua figlia Misurina. La bambina che aveva circa otto anni era piuttosto minuta, un po’ capricciosa e talvolta disubbidiente. Un comportamento che il padre adduceva alla mancanza della figura materna. Sudditi, camerieri, stallieri, servi, dame e cavalieri dovevano pur se ingiustamente sopportare i dispetti della piccina. Misurina amava i fiori, i prati, le foreste. Un giorno venne a conoscenza della storia di una fata che abitava sul Monte Cristallo e possedeva un rigoglioso e paradisiaco giardino. La notizia che destò la curiosità della piccola Misurina fu scoprire che la fata possedeva uno specchio magico capace di trasmettere il potere di leggere il pensiero degli altri a chiunque avesse riflesso la propria immagine nell’oggetto. La bambina pregò il padre per poter avere quell’oggetto. Non gli diede tregua. Afflitto da capricci e dispetti il padre dovette cedere. Il re Sorapiss era disposto a tutto pur di accontentare la figlia e si recò dalla fata. Le offrì qualunque cosa, avrebbe accondisceso a qualsiasi richiesta se solo la fata avesse accettato di donare lo specchio magico a Misurina. La fata nonostante le insistenze non cedette. Si rifiutò categoricamente. All’ennesima richiesta la fata propose al re uno scambio. La fata era molto legata al suo giardino ma il sole troppo caldo spesso faceva appassire i suoi fiori e le sue piante. Se il re avesse accettato di essere trasformato in montagna per proteggere il suo giardino, la fata avrebbe ceduto. Se dal canto suo Misurina avesse rifiutato il futile giocattolo per salvare il padre dalla pietrificazione, la fata avrebbe sciolto il patto senza conseguenze e avrebbe ugualmente ceduto lo specchio alla bambina. La fata consegnò lo specchio al padre. Il padre pieno di orgoglio, di amore e di speranza, convinto che mai sua figlia avrebbe acconsentito ad un simile ricatto che avrebbe trasformato suo padre in montagna, corse da lei. Il re consegnò le consegnò lo specchio e raccontò a sua figlia del patto, sicuro che mai lei avrebbe accettato. Misurina udendo la proposta si rallegrò, iniziò perfino a pregustare le corse e le passeggiate che avrebbe potuto fare sul papà se questo fosse stato tramutato in montagna. I suoi sorrisi, i suoi saltelli, il suo entusiasmo iniziarono a tramutarsi in sgomento e lacrime. Davanti ai suoi occhi il padre stava diventano sempre più alto, sempre più scuro, sempre più pietroso. Il suo corpo stava assumendo le sembianze di una montagna. I suoi capelli divennero larici ed abeti, le sue rughe e le pieghe della sua pelle divennero crepacci. Mentre il padre-montagna si elevava, la piccola Misurina adagiata sulla mano del padre, veniva innalzata, sempre più su, sempre più in alto. Ad un certo punto, la bambina si affacciò, guardo di sotto e una vertigine la fece cadere nel vuoto. Misurina ruzzolò giù, una caduta inarrestabile. La corsa si arrestò alle pendici della montagna. Il padre assistette impotente agli ultimi respiri di sua figlia circondata dai frantumi dello specchio andato in pezzi. Il suo pianto fu inarrestabile. Il dolore sgorgava incontenibile. Quelle lacrime che si tuffavano a capofitto sui fianchi della montagna, diedero vita a due ruscelli di acqua limpida. Le loro acque, giunte a valle, abbracciarono i frammenti dello specchio e il corpo esanime della bambina colmando la valle fino a formare un piccolo lago. I riflessi colorati dello specchio si narra siano quelli che accarezzano oggi le dolci acque del lago di Misurina.

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