Alessandro Fabian, medaglia d’oro nel triathlon e nella vita

Lo sport va a cercare la paura per dominarla, la fatica per trionfarne, la difficoltà per vincerla.
(cit. Pierre de Coubertin)

Questa è la sfida accettata e ovviamente vinta dal pluripremiato atleta di triathlon Alessandro Fabian.

Nome: Alessandro Fabian

Classe: 1988

Motto: Viva la vita!

Film preferito: Matrix

Libro preferito: il potere di adesso

Sito personale: 

www.alessandrofabian.com

La storia di Fabian inizia davvero presto. Il suo amore per la vita e per lo sport in generale si palesano in una incontenibile energia che il giovane atleta aveva bisogno di esprimere. “Ho iniziato a nuotare quando avevo 4 anni; la mia maestra mi descriveva come un bambino ‘ipercinetico’, perciò mi serviva un’attività per incanalare la mia energia. Così ho seguito le orme di mio fratello che già nuotava e questo ha segnato la nascita della passione per il nuoto. Chi mi ha sempre sostenuto in questa avventura sono stati i miei genitori e il mio allenatore, Moreno Daga che sarebbe diventato un punto di riferimento stabile nella mia carriera sportiva”. Alle sue spalle la famiglia, il suo allenatore e tutti coloro che hanno visto in quelle bracciate il profumo di un futuro segnato. Fabian, dal canto suo, aveva negli occhi già il suo idolo. “Un idolo indiscusso e un grande esempio per me è sicuramente Alex Zanardi, per la sua tenacia e la sua grinta. È un atleta che si è sempre messo in gioco nonostante le difficoltà fisiche e mentali, senza mai perdere l’ironia e la leggerezza”. Il suo esordio in acqua si è ben presto espanso, offrendo al suo corpo la possibilità di esprimersi al massimo in ogni sua forma. Ecco allora che approda al triathlon. L’impegno è notevole.

Alessandro Fabian

Quali allenamenti e quante ore di allenamento fa un campione di triathlon? Quale è la disciplina che richiede più ore di allenamento?  “Di solito si fanno 22/24 sedute di allenamento settimanali (circa 30ore, a seconda del periodo e della distanza di gara). Circa metà del monte ore settimanale è dedicato alla bicicletta, sia perché è la disciplina più ‘lunga’ in gara, sia perché, semplicemente, per allenarla richiede molto più tempo”.

Sappiamo che sei molto severo con la tua alimentazione. In cosa consiste? Con quale piatto preferito della tua regione ti concedi di sgarrare ogni tanto?  Negli anni e grazie all’aiuto di esperti a cui mi sono rivolto, sono riuscito a trovare il mio equilibrio e a capire quali alimenti è meglio che io mangi pre gara, come recupero, e in generale. Come per tutte le cose, c’è voluto tempo, ma non sono uno che segue una dieta ferrea: mangio molte verdure, quello sì, e quasi mai carne; spesso pesce, come il tonno o il baccalà alla vicentina. Un piatto veneto che amo? La pasta e fagioli: l’ho voluta anche al matrimonio.

In quale di questi tre sport ti senti più prestante? Su quale punti di più durante le gare? Quale senti più tuo? La disciplina in cui mi sono sempre sentito più a mio agio è il nuoto, disciplina da cui provengo e in cui riesco a gestirmi meglio. Il ciclismo invece mi mette un po’ più in crisi, perché mi spinge al mio limite in situazioni in cui non posso solo andare al mio ritmo, ma devo trovare un costante equilibrio tra la gestione delle mie energie e l’andatura degli altri.

In una sfida di triathlon quanto è importante essere forti mentalmente? È più importante essere forti fisicamente o mentalmente? “Direi che essere forti mentalmente è abbastanza importante ma non più degli altri sport, soprattutto se si raggiunge l’alto livello. Il triathlon ti richiede un grande adattamento, in molteplici aspetti, già solo nel passaggio da una disciplina all’altra. Volente o nolente ti porta verso il cambiamento. Se sei pronto a cambiare a livello mentale, lo sei anche a livello fisico”.

Il triathlon è una sfida che porta il corpo umano al limite. Come si fa a sviluppare una resistenza costante in tre discipline rispetto a quegli sportivi che praticano una sola disciplina? Il fisico è una macchina perfetta che si adatta sempre alle situazioni in cui si trova, e nonostante la fisiologia ci porti ad essere più propensi per alcuni fattori (resistenza, velocità, forza) gli altri sono comunque allenabili, perciò ciò che incide è sempre il nostro approccio. Il triathlon, a differenza di altri sport, coinvolge tutto il corpo, e questo è un vantaggio. E in ogni caso, mentre alleni una disciplina, indirettamente alleni anche le altre: anziché correre 15 ore/settimana, ne fai meno, ma aggiungendo il monte ore di nuoto e bici… Le ore sono molte di più; e il motore che alleni è sempre lo stesso.

Come si è evoluto questo sport negli anni?Il triathlon ha ormai 40 anni, ma ha avuto un boom negli ultimi anni diventando uno sport di massa e dando spazio a grandi eventi. La sua forza è che spesso nasce come una sfida personale, un obiettivo che sembra impossibile raggiungere, ma che ti poni per dimostrare a te stesso qualcosa. Poi fai la prima gara… e ci prendi gusto, inizi a non poterne più fare a meno, si creano legami, con la squadra, continui ad allenarti in gruppo, e sposti l’asticella sempre più su, per distanza, tempo… Finché diventa una droga”.

Questa ‘droga buona’ ha costellato il percorso di Fabian di successi fin da giovanissimo. Dal 2008 i primi successi non si fanno attendere. Campione europeo e mondiale di Duathlon Under 23.  Nel 2010 iniziano a brillare i primi ori. Primo classificato ‘Tappa di Coppa Panamericana’ di Gennaio 2010 a Vigna de Mar Cile, di Gennaio 2010 e 2011 a La Paz Argentina. Primo classificato al Campionato Italiano Triathlon Olimpico Luglio 2012 a Tarzo. Primo classificato a Giugno 2013 al Garmin TriO di Sirmione e a Settembre al Campionato Italiano triathlon olimpico di Sapri. Nel 2014 primo classificato al Campionato Italiano Triathlon Sprint di Settembre di Sapri e quello di Ottobre a Riccione; primo classificato al Campionato Europeo a squadre di Giugno Kitzbuhel, Austria. Innumerevoli sono i suoi successi entrando a gamba tesa nell’élite del triathlon internazionale. Nel 2012 a Londra ha conquistato il decimo posto alle olimpiadi, risultato mai conquistato prima da atleti italiani.

Dopo così tante vittorie conseguite nel corso della tua grande carriera, cosa alimenta ancora il fuoco della competizione? La vittoria è un desiderio che in un atleta non si spegne mai. Ma ciò che spinge un atleta è ancor più la voglia di superarsi e di spingersi oltre i propri limiti.

Numerose sono le sfide che lo attendono: “Il prossimo titolo è ciò che non ho ancora vinto… che per scaramanzia non si dice mai”.

Fabian ha saputo egregiamente rappresentare l’orgoglio azzurro in Italia e all’estero, riuscendo a fare tesoro anche delle difficoltà.

In una gara qual è il tuo punto di forza, quale di debolezza? Un punto di forza è il saper guardarmi attorno mentre sono in gara e agire di conseguenza mentre un punto debole è la bassa capacità di esprimere velocità.

Hai mai avuto momenti di sconforto durante la tua carriera? Come si superano? I momenti di sconforto non mancano mai. I momenti difficili nella carriera di un atleta sono di solito tre: quando ti alleni male e hai un brutto risultato, quando hai un infortunio e la frustrazione vince, spingendoti a pensare che potevi evitarlo, stare più attento, etc. e poi ci sono le volte in cui ti alleni bene e i risultati non vengono. In tutti questi casi, puoi solo accettare la situazione in cui sei, avere pazienza e guardare i lati positivi di ciò che capita, perché, magari nascosti, ma ci sono sempre. E se sai gestirti in questi momenti, torni più forte di prima.

Il triathlon ha saputo forgiare fisicamente, caratterialmente e mentalmente Fabian. Per lui questa non è solo una disciplina sportiva, ma una vera e propria scuola di vita che ha saputo indicargli la strada giusta.

Come ti ha cambiato il triathlon? Hai dichiarato che dopo la gara di Rio 2016 il Fabian killer è diventato un guerriero. La sfida più grande in gara e nella vita è con gli avversari o con se stessi? È proprio così. Dopo Rio ho voluto cambiare il mio atteggiamento verso la vita, sportiva e non solo, cercando di godermi il viaggio e non solo il risultato, e provando a trovare un equilibrio diverso tra performance-risultato-vita quotidiana. È un percorso di crescita a cui devi portare l’attenzione e lavorarci pian piano. Quando cominci ad assaporare il viaggio allora capisci che tutti i sacrifici e le delusioni non sono state inutili, ma ti hanno permesso di innescare un cambiamento.

Il cambiamento è una delle chiavi di volta di questo atleta, uno dei suoi principi ispiratori. Fabian ha sempre saputo vivere pienamente la sua vita trasformando ogni semplice interesse in passione. Il suo profondo amore per l’ambiente, per la natura, per il mondo l’ha portato a fondare una squadra le ‘Elements’ impegnata a formare atleti e a sensibilizzare le persone sul principio di ecosostenibilità. La sfida questa volta punta su un gioco di squadra globale. Come lui stesso spiega “Nuoteremo, pedaleremo e correremo nei luoghi in cui gli Elementi Naturali hanno già lanciato i loro segnali d’allarme. Mostreremo come la mano dell’uomo sia intervenuta in modo invadente e insostenibile”.

Il triathlon è senza dubbio una disciplina che ben sa coniugare lo sport con i vari volti della natura: “L’aspetto che amo di più del triathlon è proprio che mi permette di esplorare e di allenarmi immerso nella natura. Viaggiando per lo più per lavoro, cioè per ritiri o gare, ho avuto la possibilità di nuotare, pedalare e correre in tantissimi luoghi sparsi per il mondo; ma anche in viaggio di nozze, anche se ero in off-season, mi sono goduto lunghe nuotate con maschera e boccaglio nell’Oceano Indiano”.

Quali sono state le location paesaggisticamente più suggestive dove hai gareggiato? Direi Huatulco, in Messico. Anche Sidney mi è piaciuta molto, come la Polinesia Francese e Hamilton Island, in Australia. Ma la nostra Italia non si batte: amo gareggiare a Sirmione, e in Sardegna.

Sappiamo che sei un amante di viaggi esotici. Quali sono i viaggi più belli che hai fatto? Quali sono i posti che ti hanno fatto esclamare ‘wow’? Un “wow” venuto dal cuore, che mi ha fatto spalancare la bocca dalla meraviglia, è stato trovarmi davanti alla maestosità del Grand Canyon, durante un ritiro in Arizona. Tra i viaggi più belli sicuramente il viaggio di nozze, lo scorso novembre, in Madagascar. Ho vissuto a lungo la Namibia, in cui sono già stato 7-8 volte, sempre in ritiro; e aggiungerei anche il Brasile.

Quali viaggi ti piacerebbe fare in futuro? Sud-est asiatico, America centrale, Canada, Africa centro settentrionale e Medio Oriente.

Cosa è per te il viaggio? Cosa cerchi nei tuoi viaggi? Che tipo di viaggiatore ti consideri? Quando viaggio, oltre ad esplorare la natura, mi piace fermarmi con le persone, parlare con loro, conoscere le loro storie e la cultura del posto. Mi piace improvvisare e andare all’avventura, anche se il tempo per farlo è molto poco, di solito tre settimane a novembre, finita la stagione. Ho fatto viaggi in camper coi miei amici, un tour tra Germania e Paesi Bassi e uno più lungo e avventuroso in Australia; un tour della Puglia in bicicletta col mio fisioterapista. In tanti anni l’unica vera vacanza di coppia è stata solo il viaggio di nozze, ma mia moglie appena può mi segue tra gare e ritiri; diciamo che viaggia da sola più lei di me, anche se lei ama programmare tutto.

Quali sono i luoghi più belli della tua regione? Quali della tua città? C’è un luogo particolarmente significativo a cui sei legato? Amo i Colli Euganei che fin da quando ho iniziato a fare triathlon ho battuto in lungo e in largo col mio vecchio coach di corsa, e in cui mi piace ritornare spesso per correre immerso nella natura. Ho vissuto diversi anni a Marostica, perciò ho imparato ad apprezzare molto anche i colli dell’alto Vicentino, che giravo in bicicletta. Ma il mio luogo preferito in assoluto è appena fuori regione: è Sirmione, sul lago di Garda, dove vive un grande amico: io lì mi sento come a casa.

Una vita sportiva e privata, fisica e intellettuale, dunque davvero intensa perché Fabian sa trasmettere forza, energia e passione sia in gara che nella vita. Un futuro da atleta e da uomo che sicuramente continuerà a ripagarlo perché l’insegnamento più grande che vuole trasmetterci è ‘Ovunque tu sia, vivi pienamente nel qui e ora’ perché ‘la realtà principale è dentro di te’ (cit. Eckhart Tolle).

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